I dati trimestrali
Il gruppo ha chiuso il periodo con 565.780 veicoli consegnati, in calo del 3,5% rispetto a un anno fa. A incidere soprattutto sono stati il -4% nelle Americhe e il -10% della Cina, che hanno annullato la crescita del 3,1% in Europa.
I ricavi, nonostante un mix di prodotto positivo (la gamma M, ad esempio, ha coperto circa un decimo delle vendite di BMW), hanno risentito sia della flessione dei volumi sia di altri elementi critici: “la persistente e intensa concorrenza nel settore automobilistico, in particolare in Cina”, oltre all’effetto dei cambi sfavorevoli. Il fatturato è così sceso dell’8,1% a 31 miliardi, mentre a cambi costanti la flessione è stata del 4,3%.
Sul fronte della redditività, oltre al calo di vendite e prezzi, hanno inciso anche il rincaro delle materie prime e le conseguenze dei dazi USA. Il gruppo ha registrato un utile ante imposte di 2,35 miliardi (-24,6%), con un margine passato dal 9,2% al 7,6%, comunque in linea con il 7,7% dell’intero 2025. I profitti netti sono scesi del 23,1% a 1,67 miliardi.
Nelle sole attività Automotive, l’utile operativo è calato del 33,5% a 1,345 miliardi, con un margine sceso dal 6,9% al 5%. Il




