
di Luigi Radassao
La musicista moscovita il 7 maggio nel teatro cittadino, fusione di tradizione rutena e romanticismo teutonico per andare oltre al prediletto Rachmaninov
Dopo il tutto Chopin di Louis Lortie, il solo recital monografico nel cartellone di questa sessantatreesima edizione, il quarto appuntamento del Festival pianistico internazionale di Brescia e Bergamo domani sera (7 maggio) riporterà al Teatro Donizetti la pianista russa Lilya Zilberstein.
La musicista classe 1961, moscovita di nascita ma tedesca di adozione, manca al Festival dal 2014, quando fu una delle stelle di un programma dedicato a Rachmaninov e alla Russia. Ma dal momento che il suo straordinario pianismo sembra il conio perfetto della migliore fusione di tradizione rutena e romanticismo teutonico, nel programma di quest’anno interpreterà, oltre al prediletto Rachmaninov, pagine di Liszt e di Chopin.
Rivelazione del 1987 al Concorso Busoni di Bolzano, che dopo la sua affermazione non vide più vincitori per un quinquennio, da quella vittoria Lilya Zilberstein non ha mai smesso di girare (e far girare) il mondo con il suo pianoforte, esibendosi nelle più prestigiose sale d’Europa, Asia e Nord America, in recital solistici, oppure al fianco di orchestre quali Chicago Symphony, London Symphony, Royal Philharmonic, Orchestra




