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Zampolli: “Italia al Mondiale, partita aperta: vi spiego perché. Da ragazzo andavo in Curva Nord a San Siro”

Il rappresentante speciale del presidente Usa spiega: “Regolamento Fifa lacunoso, degli iraniani è difficile fidarsi. A Trump non piace perdere, nemmeno a golf…”

Luca Taidelli

Giornalista

6 maggio – 00:35 – MILANO

Personaggio tanto potente quanto discusso, Paolo Zampolli è l’uomo di Trump che sta facendo pressioni su Gianni Infantino perché l’Italia prenda il posto dell’Iran nel Mondiale che si terrà nel giugno prossimo tra Stati Uniti, Canada e Messico. 

Zampolli, lei è il rappresentante speciale Usa per le partnership globali e lo sport. Come lavora? 

“Ho due capi: Donald Trump e Marco Rubio. L’idea legata allo sport è stata del segretario di Stato, perché l’amministrazione Trump è basata su business, business e business. Lo sport è una chiave globale per aprire tante porte”. 

Lei ha provato anche a (ri)aprire le porte del Mondiale di calcio all’Italia. 

“Con l’appoggio di Trump, ho contattato Infantino perché il regolamento Fifa è lacunoso sulla sostituzione di una squadra che non si dovesse presentare e se l’Iran non partecipasse al Mondiale l’Italia – che lo ha vinto 4 volte ed è la più alta delle escluse nel ranking –

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