
di Simone Canettieri
La posizione verso la Casa Bianca condivisa con gli alleati. Oggi il vertice con Tajani e Salvini
Non c’è nulla da fare. Vorrebbe concentrarsi sulla politica interna, a un anno dalle elezioni, ma sono le faccende internazionali a richiamare la sua attenzione. D’altronde, tutto si tiene. Giorgia Meloni, tornata dal vertice della Comunità politica europea in Armenia, interviene sugli «attacchi ingiustificati» agli Emirati da parte dell’Iran, e ribadisce quanto sia «fondamentale» la libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz. Non solo. A guidare la giornata sono soprattutto le nuove critiche di Donald Trump a Papa Leone XIV, piovute alla vigilia della missione romana di Marco Rubio. Un attacco che disorienta il governo su questo «incomprensibile elastico»: un presidente falco e un segretario di Stato colomba, uno strappa e l’altro prova a ricucire. Strategia, segno del caos o, peggio, sabotaggio di Trump alla missione di Rubio? E ancora: quanto valgono le rassicurazioni di Rubio davanti all’irruenza di Trump? Sono le domande di queste ore.
A differenza di tre settimane fa, però, Meloni non si espone in difesa del Pontefice. Per lei fa fede la dichiarazione del 13 aprile, che scatenerà la reazione del tycoon,




