
di Maria Teresa Meli
La segretaria: da noi i riformisti hanno diritto di cittadinanza. Il dialogo con il civico Onorato
Lunedì Elly Schlein aveva preferito non commentare l’addio di Marianna Madia al Pd. Il giorno dopo, però, la segretaria è stata costretta a rompere il silenzio. Ospite di Tagadà, il programma in onda su La7, la leader dem ha detto: «Dispiace sempre quando qualcuno decide di andarsene». Schlein ci tiene comunque a precisare che «il Pd rimane un partito plurale» e che, quindi, «le idee riformiste continueranno ad avere piena cittadinanza».
Dunque un «partito plurale», ma anche, rivendica la segretaria, «un partito che vuole avere delle posizioni chiare, ed è per questo che mi hanno eletto segretaria». Perciò Schlein non si straccia le vesti per qualche uscita.
E infatti, quando Madia l’ha informata, la leader dem non ha fatto niente per trattenerla. La segretaria non arriva a teorizzare, come invece fanno Goffredo Bettini e Dario Franceschini, che i transfughi dem potrebbero contribuire a dare vita a quel centro dell’alleanza di cui, a loro avviso, c’è gran bisogno per poter vincere le prossime elezioni. Ma è convinta che questi addii non si trascinino dietro molti consensi.
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