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Perché i droni ucraini ora spaventano davvero Mosca: il grattacielo colpito vicino al Cremlino e i raid sempre più in profondità

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di Marta Serafini

L’Ucraina dimostra che la capitale russa è vulnerabile e per il Cremlino il problema diventa difendere la propria immagine agli occhi dell’opinione pubblica

Fermo il fronte, rombano i cieli. È sopra le città e i simboli del potere che si consuma l’ultimo capitolo della guerra tra Kiev e Mosca. La dinamica è chiara: l’Ucraina prova a colpire la profondità strategica russa e il suo cuore; la Russia continua a martellare le infrastrutture che tengono in piedi l’economia ucraina, con Odessa in prima linea. 

Non è solo una questione di danni: è una guerra di messaggi politici e psicologici.

Ed è in quest’ottica che va letto il raid ucraino che, nella notte tra domenica e lunedì, ha colpito a Mosca un grattacielo di lusso, residenziale, sulla Mosfilmovskaya Street e vicino al Cremlino. Anche se il valore strategico è limitato, Kiev dimostra che la capitale russa è vulnerabile

Ucraina, la guerra in diretta

Non è la prima volta. Il precedente più forte resta il drone esploso sul Cremlino nel maggio 2023, sempre alla vigilia del 9 maggio, episodio che incrinò la narrativa dell’inviolabilità del cuore del potere russo e che inaugurò una nuova stagione

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