di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
La corsa degli emendamenti: in Commissione Finanze le modifiche al decreto su lavoro domestico, pagamenti elettronici e pensionati all’estero, mentre il governo prova a bilanciare stretta sull’evasione e nuove misure di sostegno
La partita sul decreto fiscale entra nel vivo e, come spesso accade, saranno le prossime ore a chiarire quali misure resteranno davvero in piedi. Da martedì 5 maggio, in Commissione Finanze al Senato, è iniziato il vaglio delle inammissibilità sugli emendamenti: un passaggio tecnico solo in apparenza, ma decisivo per capire la direzione che prenderà il provvedimento.
Sul tavolo si incrociano esigenze diverse: da un lato il contrasto all’evasione, dall’altro il tentativo di rendere più sostenibile il carico fiscale e, non ultimo, l’obiettivo di attrarre nuove risorse dall’estero.
La stretta sul lavoro domestico e il ruolo delle famiglie
Tra le misure più delicate c’è quella che riguarda colf e badanti. L’ipotesi sostenuta dal presidente della Commissione Finanze Massimo Garavaglia punta a introdurre una ritenuta Irpef direttamente applicata dalle famiglie, che diventerebbero sostituti d’imposta.
Il nodo è noto: nel sistema attuale i lavoratori domestici non subiscono trattenute in busta paga e versano l’imposta solo in dichiarazione, con un’evasione stimata intorno




