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Intelligenza artificiale e call center, così la nuova generazione di «agenti» risolve i problemi: il caso di indigo.ai

di Fabio Sottocornola

Banche, utility, assicurazioni passano dai vecchi call center alle nuove modalità gestite con l’intelligenza artificiale. Il caso di indigo.ai: «Il rischio per le aziende? Stare ferme»

Gli agenti Ai dell’intelligenza artificiale fanno un passo in avanti. Diventano sistemi capaci di migliorare se stessi e le prestazioni che offrono, in particolare nel mondo cosiddetto conversazionale, quello fatto di voci e testi scritti. Mercoledì 6 maggio all’evento Netcomm Forum si alzerà il velo su un nuovo progetto che promette di allargare il solco tra le imprese che usano e quelle che non usano i sistemi di intelligenza artificiale. Di che cosa si tratta? Lo spiega con un esempio Gianluca Maruzzella, ceo o cofondatore di indigo.ai, la piattaforma italiana che crea assistenti virtuali di aiuto alle aziende per gestire la relazione con i clienti: «Immaginiamo una compagnia di assicurazione dove ogni giorno sono trattati molti casi di sinistri automobilistici. Già oggi gli agenti Ai permettono di gestire elevati volumi di contatto ma noi abbiamo creato altri agenti che osservano quello che accade durante la giornata, leggono, ascoltano e riflettono. Capiscono da soli se esistono spazi possibili di miglioramento, per esempio nella gestione delle domande. Così, ogni sera

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