
di Simone Canettieri
Il segretario di Stato americano vedrà Parolin giovedì prossimo, mentre venerdìTajani e Crosetto
Avrà così tante cose da spiegare, che ci sarà l’imbarazzo della scelta. Inizierà da Oltretevere, poi passerà al governo italiano. Giovedì e venerdì prossimi il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, sarà a Roma per un tour di incontri tra Santa Sede ed esecutivo. Parola d’ordine: «disgelo» delle relazioni bilaterali. Missione non impossibile, ma complicata assai. Per Rubio è la terza visita in Italia, dopo quella dello scorso maggio a Villa Madama e la presenza all’inaugurazione delle olimpiadi invernali, con J.D. Vance, a febbraio.
L’agenda romana di Rubio non è ancora chiusa. Prevede al momento tre incontri. Per prima cosa vedrà il Segretario di stato della Santa Sede Pietro Parolin. Donald Trump ha definito Papa Leone XIV «debole contro la criminalità» e «terribile in politica estera». Arrivando anche ad attribuirsi il merito dell’elezione di Prevost al soglio pontificio («Se non fossi stato alla Casa Bianca, lui non sarebbe Papa»). Affondi che hanno trovato la risposta del Papa: «Non sono un politico, continuerò a parlare contro la guerra».
Il giorno dopo Rubio sarà dal ministro degli Esteri Antonio




