Home / Esteri / Scrittori in esilio, editori in manette: Putin e la guerra contro i libri

Scrittori in esilio, editori in manette: Putin e la guerra contro i libri

image

di Paolo Valentino

Una storia d’amore omosessuale in Urss diventa un bestseller, e le due autrici devono lasciare la Russia. Segue un’escalation di censura (e autocensura) fino all’arresto di un editore vicino a Putin

Nel 2021, in Russia, venne pubblicato online un romanzo dal titolo Leto v pionerskom galstuke, un’estate col fazzoletto da pioniere, Pioneer Summer nella versione inglese, scritto da due autrici esordienti, Katerina Silvanova e Elena Malisova. Ambientato nell’Unione Sovietica degli Anni Ottanta, racconta l’amore omossessuale tra due ragazzi, Yura e Volodya, che si sono conosciuti in una colonia estiva. Fu una delle prime volte che la letteratura russa affrontava i temi LGTBQ nel contesto del regime comunista. Diventato subito cult per un piccolo pubblico di nicchia, il racconto venne scoperto e pubblicato da Popcorn Books. Nel giro di pochi mesi diventò un caso editoriale, la fiction più venduta della Federazione con oltre 200 mila copie acquistate. Al punto che all’inizio del 2022, le due autrici diedero alle stampe un sequel, Silence of the Swallow, anche questo grande successo, con più di 100 mila esemplari vendute in soli due mesi. Ma lì iniziarono i problemi. 

Una feroce campagna condotta dalle autorità di regime contro i

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: