
di Paolo Salom
Con un annuncio a sorpresa, la Giunta militare del Myanmar (ex Birmania) ha fatto sapere che Aung San Suu Kyi, in carcere dal golpe del 1° febbraio 2021, sarà «trasferita agli arresti domiciliari»
Con un annuncio a sorpresa, la Giunta militare del Myanmar (ex Birmania) ha fatto sapere ieri che Aung San Suu Kyi, in carcere dal golpe del 1° febbraio 2021, sarà «trasferita agli arresti domiciliari». Una decisione «positiva» secondo l’Onu ma «molto lontana dalle richieste di piena libertà» considerate le sue condizioni di salute, fa sapere il figlio, Kim Aris, da Londra: «Io non so ancora dove si trovi mia madre. Non so come stia. Non so nemmeno se sia ancora in vita». E aggiunge: «Come figlio, voglio poter comunicare con lei, la voglio vedere in libertà». Aung San Suu Kyi, 80 anni, è in isolamento dal giorno del suo arresto, 5 anni fa.
Per gli avvocati della Lady di ferro, come è stata soprannominata la Premio Nobel per la Pace, è comunque una «buona notizia», considerati i «cinque anni di inferno» da lei sopportati a partire dal colpo di Stato che ha riportato il Myanmar sotto il tallone dei militari, peraltro scatenando




