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Bce, i tassi restano fermi al 2%: «Aumentati i rischi di inflazione»

di Valentina Iorio

Il tasso sulle operazioni principali di rifinanziamento resta al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%

Come previsto dagli operatori e dagli investitori professionali, nella riunione odierna del Consiglio direttivo della Bce, l’istituto di Francoforte ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di area euro. Il tasso sui depositi resta così al 2% che aveva raggiunto nel giugno 2025, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. 

«La guerra in Medio Oriente ha provocato un forte aumento dei prezzi dell’energia, spingendo al rialzo l’inflazione e pesando sulla fiducia economica. Le implicazioni della guerra sull’inflazione e sull’attività economica a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello choc dei prezzi dell’energia e dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello. Più a lungo durerà la guerra e più a lungo i prezzi dell’energia rimarranno elevati, maggiore sarà probabilmente l’impatto sull’inflazione generale e sull’economia», si legge nella nota. «Le aspettative di inflazione a lungo termine restano ben ancorate, sebbene le aspettative di inflazione a breve termine siano aumentate significativamente».

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