
di Monica Guerzoni
Il capo dello Stato in visita allo stabilimento della Piaggio in occasione della celebrazione della Festa dei lavoratori
DALLA NOSTRA INVIATA
PONTEDERA – Oltre mille vite spezzate ogni anno, «un tributo inaccettabile» di dolore e di morte. La sicurezza sul lavoro è «un dovere, che non consente rinunce o distinguo».
Celebrando con un giorno di anticipo la festa del 1 maggio a Pontedera, nel Museo dello stabilimento Piaggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a invocare maggiori tutele per la salute e la vita dei lavoratori. Ma lo fa nell’ambito di un discorso quasi privo di asprezze, in cui l’urgenza di diffondere messaggi positivi in una fase critica a livello internazionale prevale sull’indignazione per quello che in Italia non funziona.
Il Primo Maggio «è una festa della Repubblica, che sul lavoro si fonda». I toni, se si esclude il monito sui troppi caduti sui luoghi di lavoro, sono appunto quelli della festa, della conciliazione, della riconciliazione nazionale.
Mattarella arriva a Pontedera accolto da centinaia di bambini delle scuole che gridano il suo nome, sventano bandierine tricolore e cantano l’inno nazionale. Il presidente di Piaggio, Matteo Colaninno, consegna al capo dello Stato l’abbraccio di




