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A Mestre rimossi dai bus tutti i manifesti «No moschea» della Lega: «Fuori dal codice etico». L’ira del Carroccio: «Ricorso»

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di Matteo Valentte

Nel mirino i contenuti di natura religiosa. Il vicesindaco Vallotto: atto grave, censurati, in giro con le vele

Alla fine la pubblicità della Lega contro la moschea sugli autobus dell’Actv è stata tolta. «Non rispetta il contratto e il codice etico dell’azienda», ha detto in sostanza SD Gestione Servizi, il concessionario che gestisce gli spazi pubblicitari per Vela. Ma il Carroccio è pronto a fare ricorso al tribunale contro la decisione: «I manifesti devono restare lì dove sono stati affissi, sulle fiancate dei bus di Mestre», dice in sostanza il partito di Salvini.

La decisione è arrivata dopo le prese di posizioni politiche di alcuni candidati, e dopo l’esposto presentato dall’Ucoii, Unione delle comunità islamiche d’Italia, contro al presenza dei manifesti «No moschea, vota Lega». Il motivo? Secondo la società è stata riscontrata «la presenza di contenuti di natura religiosa non compatibili con le regole che disciplinano l’utilizzo degli spazi pubblicitari sui mezzi del trasporto pubblico locale» recita la nota. Sono 70 i banner con lo slogan che in questi giorni hanno girato con gli autobus Actv per tutta la città metropolitana, sollevando non poche proteste da parte delle varie comunità islamiche cittadine che

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