di Massimo Nava
Corsa globale agli armamenti a livelli record: 2.887 miliardi. Europa traina (+14%), Usa in calo temporaneo. Più conflitti alimentano spesa e riarmo senza fine
La Chiesa e il pacifismo predicano nel deserto. Amara e ovvia considerazione a proposito delle ultime statistiche sulla corsa agli armamenti: 2.887 miliardi di dollari lo scorso anno, il 2,9 per cento in più rispetto al 2024, un ulteriore record dalla fine del secondo conflitto mondiale. Sono le cifre ufficiali del Sipri, l’International Peace Reserach Institute di Stoccolma. Il rapporto offre una completa radiografia dell’insensatezza del nostro tempo. La corsa agli armamenti, teorizzata in nome della sicurezza e della difesa di singoli Stati o di alleanze di Paesi, in realtà si alimenta con la moltiplicazione dei conflitti. Conflitti che svuotano magazzini e richiamano risorse.
Gli investimenti
In questo ciclo di morte, la fanno da padrone le grandi potenze. C’è però una novità per certi aspetti sorprendente: siamo abituati a considerare gli Stati Uniti il Paese più spendaccione e militarizzato del pianeta, ma gli ultimi dati ci dicono che non è così. L’anno scorso hanno speso di meno, mentre l’Europa nel suo insieme ha investito molto di più: 864 miliardi. Il calo




