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Per il Piemonte un asse azzurro tra Cirio e Tajani: 27 milioni per spingere l’export

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di Gabriele Guccione

Abbracci e attestazioni di stima tra i due. L’avviso del vicepremier: «Non delocalizzare»

Tra i due è tutto un «carissimo Alberto» e un «caro Antonio», segno che il loro rapporto (umano e politico) resiste anche di fronte alle intemperie che attraversano Forza Italia e alle voci su un possibile avvicendamento (del secondo) alla guida del partito. Da una parte Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, dall’altra Alberto Cirio, vicesegretario azzurro che proprio in queste settimane sta gestendo la delicata fase congressuale per evitare strappi, dopo gli input arrivati da Marina Berlusconi. 

Ieri il presidente del Piemonte è corso ad accogliere e abbracciare il vicepremier direttamente all’aeroporto di Caselle. «Se sono arrivato in ritardo non è perché sono il solito terrone — si è scusato il ministro —, ma perché l’aereo non partiva da Roma». Da lì, Cirio lo ha scortato fino alle Ogr, per il forum sull’export a cui il ministero degli Esteri ha invitato tutte le più grandi imprese del Nord. Qui, Tajani ha ricevuto il saluto degli altri azzurri torinesi della giunta regionale, l’assessore allo Sviluppo economico Andrea Tronzano e la sottosegretaria Claudia Porchietto, mentre il governatore piemontese citava dal palco il

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