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Commercio a Bergamo, il 37% allarmato per l’aumento dei costi, il 33% sarà più prudente e attendista

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di Donatella Tiraboschi

L’indagine di Format Research per Confcommercio, con 700 operatori coinvolti: prevale l’incertezza, anche se il 41% delle imprese non rileva ancora effetti diretti significativi sul proprio business

Il futuro presidente di Confcommercio Bergamo, Luciano Patelli si dichiara «sorpreso dalla resilienza delle aziende bergamasche», indicando contestualmente come per far fronte alle ricadute del quadro geopolitico internazionale «l’ottimismo è quello che ci vuole». Dote apprezzabile anche se forse non sufficiente per far quadrare i conti, al netto che fatto che «lavorare a Bergamo fa la differenza rispetto ad altre zone. Qui non si molla e si resta in piedi». 

Concetti, questi ultimi, chiariti da Pierluigi Ascani di Format Research che dal 2019 conduce per Confcommercio Bergamo report e indagini sul sentiment dello sfaccettato mondo orobico del commercio e del terziario. Periodicamente sotto la lente finiscono circa 700 realtà del territorio che diventano così una sorta di cartina di tornasole del comparto. Certo è che dal Covid in poi, ciclicamente, spunta una nuova «crisi» con ripercussioni che, come recentemente nel caso della guerra in Iran, stanno generando negli operatori bergamaschi un’incertezza generalizzata: il 37,7% degli imprenditori guarda con forte preoccupazione all’andamento futuro della domanda e ai consumi

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