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Quarant’anni da Chernobyl, il racconto rigoroso di Mieli e Flores

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di Aldo Grasso

Il disastro avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, non fu solo una catastrofe tecnologica e ambientale, ma un evento spartiacque nelle dinamiche internazionali della tarda Guerra fredda

Il disastro di Chernobyl, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, non fu solo una catastrofe tecnologica e ambientale, ma un evento spartiacque nelle dinamiche internazionali della tarda Guerra fredda.

Paolo Mieli e Marcello Flores hanno approfondito il tema con rigore a «Passato e Presente» (Rai3 e Rai Storia), in occasione del quarantesimo anniversario dell’incidente.

L’esplosione del reattore 4 mise a nudo le fragilità di un sistema fondato su burocrazia rigida, segretezza e controllo dell’informazione.

Il ritardo con cui le autorità comunicarono l’accaduto e la tendenza a minimizzarne la portata riflettono quella «cultura del segreto» che, come sottolineato da Flores, rappresentava (rappresenta?) uno degli elementi costitutivi del potere sovietico.

Tale atteggiamento non solo aggravò le conseguenze sanitarie, ma compromise definitivamente la credibilità dell’Urss a livello globale.

Sul piano politico, Chernobyl accelerò processi già in atto. L’urgenza di una maggiore trasparenza rafforzò la glasnost promossa da Gorbaciov, aprendo spazi inediti di informazione e critica.

Attraverso filmati d’archivio

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