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Opa BF, Dompé alla campagna d’Africa dell’agritech con un portafoglio da 1,130 miliardi

di Alessandra Puato

L’offerta su Bonifiche Ferraresi, con Federico Vecchioni, razionalizza l’azionariato in vista di un’espansione da Piano Mattei. Il big del pharma azionista con la holding di famiglia che investe nelle società tecnologiche, da Philogen a Movendo, spinoff dell’Iit

Consolidamento della posizione dei soci industriali, anche in vista di futuri investimenti. E spinta sull’internazionalizzazione, rivolta innanzitutto all’Africa,  anche in linea con il Piano Mattei del governo. L’obiettivo è dimostrare, attraverso la prima azienda italiana del settore, che l’agricoltura tecnologica italiana può essere un modello da esportazione.
C’è il grande patto sull’Africa dietro l’Opa totalitaria lanciata da Sergio Dompé e Federico Vecchioni su BF, società che controlla Bonifiche Ferraresi. L’offerta, senza scopo di delisting,è partita il 21 aprile dai due principali soci, il presidente esecutivo Vecchioni con la sua Arum (24,147%) e l’ormai rodato alleato Dompé (24,975%). L’acronimo BF ora significa Best Field, best food, miglior campo, miglior cibo. Anche in Africa, appunto.

Le BFuture plan

Il progetto di BF prevede la gestione, in concessione, di terreni locali (diecimila ettari l’appezzamento medio di ogni fattoria, le chiamano «BFuture Farm») e l’esportazione di tecnologia, ingegneria, competenze in cinque Paesi: Algeria, Congo, Senegal, Ghana e Costa d’Avorio.
Con il sostegno, fra

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