
Un tempo erano considerate il cibo dei poveri, molto nutrienti ma a basso prezzo. Poi sono state bandite dalla tavola, perché ritenute tra le cause del colesterolo e quindi nemiche della salute. Infine eccole di nuovo protagoniste sugli scaffali dei supermercati come scelta proteica strategica delle famiglie. È una vita fatta di alti e bassi, quella delle uova, soggette alle mode del momento e con il destino legato a ricerche scientifiche che nel tempo si contraddicono e si correggono l’una con l’altra.
Al momento sono tornate in auge e la domanda elevata – oltre alla difficoltà dei nostri produttori di far fronte al fabbisogno – sta spingendo i prezzi alle stelle. Il fenomeno è anche europeo, tant’è che si parla di eggflation dato che i listini sono aumentati molto più rapidamente dell’inflazione complessiva.
Mentre il carovita nella Ue si è attestato al 2,3% a dicembre 2025, i prezzi delle uova sono aumentati del 9,3%, secondo gli ultimi dati disponibili di Eurostat, e la crescita in un anno ha raggiunto addirittura il 18,4%. La Spagna ha registrato l’inflazione delle uova più alta, pari al 31,3%, seguita dal Portogallo (20,9). L’Italia (8,4 per cento) si è avvicinata alla media Ue. Una corsa




