
Nella notte italiana tra il 25 e il 26 aprile Donald Trump è stato portato via dalla cena per i corrispondenti alla Casa Bianca dopo che un attentatore ha fatto esplodere alcuni colpi d’arma da fuoco
Un uomo, Cole Tomas Allen, ha aperto il fuoco nella lobby dell’hotel Hilton di Washington dove si stava svolgendo la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca (qui il racconto della nostra corrispondente Viviana Mazza).
Gli spari a pochi metri dal presidente americano e da tutti i principali membri del suo governo: dal numero due JD Vance all’attorney general Todd Blanche e il capo dell’Fbi Kash Patel. Nel salone circa 2.600 giornalisti che, terrorizzati, hanno
cercato di trovare riparo sotto ai tavoli e dietro le colonne di quello che è un luogo simbolico della capitale americana. Lì dove nel 1981 l’allora presidente Ronald Reagan rimase ferito in un tentato assassinio.
Trump e Vance sono stati subito evacuati dagli agenti del Secret Service armati di mitra in due direzioni opposte, come vuole il protocollo in caso di emergenze del genere. L’aggressore è stato colpito da un agente, mentre un altro agente è rimasto ferito ed è stato ricoverato in ospedale: non è in pericolo di vita, indossava il




