
Abbandonata la piattaforma precedente, l’Atto 3 è diventata una trazione posteriore, per avere una distribuzione dei pesi più equilibrata e una dinamica di guida superiore. Sotto la scocca, BYD conferma la chimica litio-ferro-fosfato (LFP) per le batterie, che sono due: 57,5 kWh con motore da 268 CV per 540 km di autonomia (ciclo CLTC), oppure 68,5 kWh con 322 CV e 630 km di range.
Le dimensioni, come detto, crescono parecchio: con 4.665 mm di lunghezza, la nuova BYD Atto 3 è ben 21 centimetri più lunga dell’attuale, il che la porta a fare un salto di segmento, dal C al D (basso). Cresce anche il passo (2.770 mm) e con esso l’abitabilità. Notevole la capacità di carico dichiarata, con un frunk anteriore da 101 litri che si aggiunge a un bagagliaio posteriore da 750 litri (calcolati al tetto e non sotto la cappelliera).
L’estetica evolve nel linguaggio “Loong Face” (faccia di drago), caratterizzato da gruppi ottici affilati e maniglie a filo carrozzeria. L’abitacolo, invece, punta su una digitalizzazione spinta: a dominare la plancia c’è un grande display centrale, affiancato da un quadro strumenti digitale con head-up display.
La dotazione per la Cina include un impianto audio da 16 altoparlanti, un




