di Fausta Chiesa
La nota di sabato 25 aprile annuncia l’accordo per la cessazione anticipata da ceo e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro come direttore generale. L’epilogo dopo una settimana di tensioni con il governo
Giuseppina Di Foggia si dimette, dopo aver opposto per una settimana una strenua resistenza all’ultimatum del governo, ma ottiene che la rinuncia alla buonuscita sia subordinata alla presidenza dell’Eni.
Dopo una settimana di tensioni e diversi consigli di amministrazione per trovare l’accordo, Terna sabato 24 aprile ha annunciato l’uscita dal gruppo della ceo e direttore generale Giuseppina Di Foggia a partire dal 5 maggio prossimo.
Non si tratta però di dimissioni volontarie ma, come riporta la nota, di «un accordo per la cessazione anticipata del rapporto di amministrazione e per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dirigenziale in essere con effetto dal 5 maggio 2026».
Dopo un consiglio «fiume»
Dopo un consiglio di amministrazione «fiume» cominciato la mattina del 23 aprile, Di Foggia è riuscita a ottenere che nella nota sia riportata la seguente digitura: «Nell’accordo è stata altresì prevista, subordinatamente alla nomina a presidente del Consiglio di Amministrazione di Eni S.p.A., la rinuncia dell’Ing. Di Foggia all’indennità integrativa di fine




