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Bcc Veneta, la banca si rafforza nelle città: investimenti su credito e servizi alle imprese

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di Federico Nicoletti

Il presidente Flavio Piva: «Nuove filiali nei capoluoghi e nella aree tra Verona, Vicenza e Padova»

Bcc Veneta punta a rafforzarsi in città a Verona, Vicenza e Padova e nei servizi alle imprese. Chiude con un utile netto di 70 milioni il 2025 della più grande delle banche di credito cooperativo a Nordest, frutto del deciso giro di fusioni iniziato nel 2021 con l’integrazione tra Banca di Verona e la vicentina San Giorgio Valle Agno, continuato nel 2022 con il salvataggio, nel Veronese, di Cerea Banca e chiuso nel 2023 con l’ingresso della padovana Banca Patavina, diventando la quarta banca per masse amministrate del gruppo Iccrea, con 10,5 miliardi di euro, 94 sportelli e 168 mila clienti.
I conti del secondo anno di operatività, approvati nell’assemblea alla fiera di Verona, fissano la raccolta diretta a 4,4 miliardi (+5,5%) e l’indiretta a 3,1 (+7,5%), di cui 2,1 di risparmio gestito (+11%). Significativo il +5,5% negli impieghi, 3,3 miliardi, con nuove erogazioni per 900 milioni, tra 708 di prestiti (71% a Pmi e 29% a privati) e 192 con 1.500 nuovi mutui casa. Il patrimonio netto sale a 635 milioni, +11%, i fondi propri a 618,

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