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Non solo porridge: i fiocchi d’avena aiutano sazietà e colesterolo

Negli ultimi anni i fiocchi d’avena sono usciti dall’ambito della colazione funzionale per entrare stabilmente nelle abitudini alimentari quotidiane. Non solo porridge, ma impasti, panature, snack e ricette salate: attorno a questo cereale integrale cresce l’attenzione per il suo profilo nutrizionale e per il possibile ruolo nel supporto alla salute cardiovascolare, intestinale e metabolica. A riportare il tema al centro è anche l’interesse scientifico verso componenti come betaglucani e avenantramidi, composti associati a effetti favorevoli sul controllo del colesterolo e sull’equilibrio infiammatorio. Un filone che si inserisce in una più ampia evoluzione dei consumi, dove sazietà, indice glicemico e densità nutrizionale orientano sempre più le scelte.

Non solo porridge: i fiocchi d’avena aiutano sazietà e colesterolo

Fiocchi d’avena: alleati per la colazione, la linea e il cuore

Betaglucani e fibre: perché l’avena interessa la nutrizione

Secondo la biologa nutrizionista di Humanitas Salute, Elisabetta Macorsini, l’avena resta tra i cereali più completi dal punto di vista compositivo. «La sua particolarità è l’equilibrio tra carboidrati complessi, proteine, fibre solubili e lipidi insaturi, una combinazione che la rende interessante in diversi contesti alimentari», osserva. Uno degli elementi più studiati riguarda i betaglucani, fibre solubili che contribuiscono a rallentare l’assorbimento del

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