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Il Comune di Trento pensa alla «cittadinanza di comunità» destinata agli studenti stranieri. E nello Statuto spunta la sostenibilità

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di Marika Giovannini

La giunta del sindaco Ianeselli ha approvato tre proposte di modifica. Sul tavolo anche la creazione di un’assemblea di cittadini con funzione consultiva

L’iter, a Palazzo Thun, è partito in questi giorni. Con l’approvazione in giunta comunale, i primi confronti all’interno delle commissioni. E con la pubblicazione di un avviso che segna l’avvio di una fase di consultazione pubblica imposta dallo stesso Statuto comunale. E proprio sullo Statuto le tre proposte lanciate dall’esecutivo del sindaco Franco Ianeselli gettano lo sguardo. Per modificarne alcune parti. E introdurre nuovi principi in campo ambientale, di democrazia partecipativa e di cittadinanza. Che, visto il clima che si respira nell’Aula di via Belenzani, potrebbero essere accompagnati da aspre polemiche.

La cittadinanza agli studenti

A partire dalla volontà dell’amministrazione comunale di introdurre nello Statuto comunale l’istituto della «cittadinanza di comunità», destinato a «tutti gli studenti e le studentesse stranieri residenti a Trento», che «abbiano completato almeno un ciclo scolastico in istituti appartenenti al sistema di istruzione e di formazione italiano». Non un tentativo di introdurre una sorta di ius scholae, beninteso: «La cittadinanza di comunità — precisa infatti la giunta nella proposta di modifica — ha valore simbolico». Ma serve

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