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Il vino nel 2026 non ha una sola direzione. E chi non lo dice mente (o vende corsi)

Partiamo da una premessa scomoda: il mercato del vino non si capisce più guardando il mercato del vino. Bisogna guardare altrove. Guardare cosa mettono le persone nel carrello e cosa tolgono. Cosa ascoltano in macchina, cosa comprano nei mercatini, che telefono hanno in tasca. Perché il consumatore del 2026 non è una categoria merceologica: è un individuo in bilico tra nostalgia e avanguardia, tra il desiderio di spendere meno e quello di spendere meglio, tra il volersi coccolare e il senso di colpa per averlo fatto.

Il consumatore di vino nel 2026 vive tra tra il desiderio di spendere meno e quello di spendere meglio Il consumatore di vino nel 2026 vive tra tra il desiderio di spendere meno e quello di spendere meglio

Il consumatore di vino nel 2026 vive tra tra il desiderio di spendere meno e quello di spendere meglio Il consumatore di vino nel 2026 vive tra tra il desiderio di spendere meno e quello di spendere meglio

Francesca Benini, commercial & marketing director di Cantine Riunite & CIV – primo gruppo vitivinicolo italiano con un fatturato consolidato che sfiora

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