Home / Politica / Decreto sicurezza, l’opposizione canta «Bella ciao» e il centrodestra l’Inno di Mameli. E nella sfida dei cori la Lega tace

Decreto sicurezza, l’opposizione canta «Bella ciao» e il centrodestra l’Inno di Mameli. E nella sfida dei cori la Lega tace

image

di Paola Di Caro

Salvini: non siamo a un festival. Ma il 25 Aprile «irrompe» in Aula

Alla fine non si capiva chi stava con chi, e su che. Perché a giudicare dai cori intonati prima dall’opposizione in apertura di seduta — un Bella ciao cantato alla vigilia del 25 Aprile ha scandito il senso della battaglia «per difendere la Costituzione» — e poi dal centrodestra, in chiusura — l’Inno di Mameli — quello che è stato chiaro è solo che la Lega si è chiamata fuori.

La Lega, sì, il partito che più ha voluto che il decreto Sicurezza fosse approvato senza se e senza ma, come poi è successo dopo una seduta fiume terminata alle sette del mattino sotto la presidenza di un incrollabile Fabio Rampelli, FdI, che quasi mai ha perso la pazienza limitandosi a un «su, colleghi, abbiamo capito, ma dobbiamo proseguire…» quando è partito il coro Bella ciao. 

La Lega dunque, presente con il leader Salvini seduto a fianco del ministro Piantedosi, il sottosegretario Molteni. Loro dallo scontro canoro si sono tenuti a distanza. Certo, nessuno si aspettava che si mettessero a cantare Bella ciao, ma non hanno partecipato nemmeno

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: