
di Marta Blumi Tripodi
Il rapper (vero nome Dylan Cerulli, classe 1994) ha pubblicato l’album «King of the Dark». E dice: «Ho voglia di sperimentare cose nuove»
«Sapevamo che stavamo cambiando le regole del gioco: la nostra spontaneità e freschezza erano un grande vantaggio». Pyrex (all’anagrafe Dylan Cerulli, classe 1994) non si nasconde certo dietro una cortina di falsa modestia quando parla della Dark Polo Gang, il collettivo che ha contribuito a fondare, in cui militavano artisti urban come Tony Effe e Sick Luke. Il loro mixtape «Crack Musica» è uscito dieci anni fa ed è stato uno dei pilastri fondativi dell’estetica trap. «Eravamo in primis un gruppo di amici, e quando si è in gruppo spesso si teme meno il giudizio degli altri» riflette lui oggi.
Nel 2016 attirarono anche accuse di essere superficiali, materialisti, sboccati, ignoranti, perfino borghesi. «Non rappresentavamo lo stereotipo dei rapper di periferia dalla vita dura, e dava fastidio» sorride. «Ma la musica per me era un modo per evadere dalla quotidianità, non mi interessava esporre i miei problemi nei testi». Padre italiano e madre afroamericana, i suoi genitori lavoravano entrambi nel cinema e vivevano nel centro di Roma, «una metropoli in




