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Neonati sepolti a Parma, sentenza choc: 24 anni a Chiara Petrolini, ma per il primo figlio arriva l’assoluzione

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La Corte d’Assise di Parma condanna Chiara Petrolini a 24 anni e tre mesi per l’omicidio del secondo neonato e la assolve per il primo. Una sentenza complessa che riapre interrogativi su responsabilità, contesto familiare e vuoti invisibili.

La sentenza è arrivata dopo poco più di tre ore di camera di consiglio, ma il peso che porta con sé è destinato a durare molto più a lungo: 24 anni e tre mesi di reclusione per l’omicidio del secondo figlio, assoluzione per il primo. Così la Corte d’Assise di Parma ha chiuso – almeno in primo grado – uno dei casi più destabilizzanti degli ultimi anni, quello dei neonati sepolti nel giardino di una villetta a Traversetolo, trasformando una vicenda già difficile da comprendere in una pagina giudiziaria che lascia aperte più domande di quante ne chiuda.

In aula, mentre veniva letto il dispositivo, Chiara Petrolini è rimasta immobile, quasi impermeabile alla formalità del verdetto. Poi, lontano dagli occhi, il cedimento: le lacrime, l’abbraccio con i genitori, presenza costante in ogni udienza di un processo che ha attraversato mesi di ricostruzioni, perizie e contraddizioni.

Una condanna parziale che ridisegna il caso

La Corte ha scelto una linea precisa: riconoscere la

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