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Revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, l’Anpi: «A Salò ci sono stati meno problemi a farlo»

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di Matteo Sannicolò

Mario Cossali, presidente della sezione trentina dell’Anpi, dopo la mozione regionale per la revoca della cittadinanza al Duce: «Fratelli d’Italia non ha digerito i valori democratici della Costituzione»

Dopo le polemiche scoppiate a seguito dei casi Marchetto e Mussolini, quest’anno in provincia di Trento la festa della Liberazione assume un significato decisamente particolare. A riflettere sull’attuale periodo storico è Mario Cossali, presidente della sezione trentina dell’Anpi (Associazione nazionale dei partigiani d’Italia).

Presidente, lei ricopre questo ruolo dal 2017. Guardandosi indietro, pensa che ora ci sia maggiore consapevolezza nella comunità su queste tematiche?
«Direi che rispetto al 2017 oggi c’è molta più partecipazione. Attualmente l’Associazione a Trento conta 1.400 iscritti: nove anni fa erano 200 in meno. La grande novità sono i molti giovani, soprattutto durante le manifestazioni. Vedendo i danni che continua a fare questo governo nazionale, la gente ha capito che bisogna svegliarsi se si vuole difendere la democrazia. Noi abbiamo partecipato alla campagna per il «No» in vista del referendum sulla giustizia, e lì la presenza giovanile è stata dirompente».

Restiamo in politica. Prima la questione Clara Marchetto in consiglio provinciale. Poi la mancata revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini in

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