
di Federico Fubini
Il ministro polacco: «Lo zar prigioniero dei suoi sogni imperiali. Ci sono più prigionieri politici che sotto Brezhnev, è molto difficile esprimere dissenso»
Il ministero della Difesa in Russia ha diffuso una lista di imprese europee accusate di lavorare con l’industria bellica ucraina. Quattro sono italiane, due polacche. L’ex presidente Dmitry Medvedev le ha definite «legittimi bersagli».
Ministro, che ne pensa?
«Medvedev ci ha regolarmente minacciati con attacchi nucleari, quindi è una modifica positiva della sua posizione — risponde il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, che mercoledì era in visita a Roma —. Siamo così abituati a queste minacce che non ci fanno molta impressione. Ma vanno prese sul serio. I russi hanno mandato 21 droni nel nostro spazio aereo e sono dietro l’incendio in uno dei più grandi centri commerciali della Polonia».
In Ucraina la linea del fronte è stabile e arrivano sempre meno soldati russi, forse perché ce ne sono sempre meno. Siamo allo stallo?
«È chiaro che i russi hanno esaurito la spinta, ma temo che i generali non dicano la verità a Putin. Gli ucraini hanno compensato il minor numero di truppe producendo milioni di droni. E riescono a




