
Le frasi di Zampolli rinfocolano il sogno Mondile per gli azzurri. Le posizioni delle istituzioni e dei tifosi
Riportare l’Italia ai Mondiali passando dagli uffici della Fifa invece che dal campo: quello che sembrava un miraggio è diventato il piano concreto di Paolo Zampolli. L’inviato speciale di Trump ha riaperto una ferita mai rimarginata, suggerendo ufficialmente a Gianni Infantino di considerare gli Azzurri come primi sostituti in caso di esclusione dell’Iran. Una manovra che non è più solo fantascienza geopolitica: nonostante il blocco formale della Fifa, l’ipotesi resta viva nei corridoi del potere, alimentata dal peso commerciale e storico che una Nazionale quattro volte campione del mondo porterebbe nell’edizione nordamericana. L’Iran però non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro. “Il Ministero della Gioventù e dello Sport ha annunciato, su ordine del ministro, la piena preparazione della nostra nazionale per la partecipazione ai Mondiali del 2026 negli Stati Uniti”, ha dichiarato mercoledì alla televisione di Stato la portavoce del governo Fatemeh Mohejerani, spegnendo gli entusiasmi di chi vedeva un forfait imminente.
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In questo scenario di tensioni internazionali e calcoli burocratici, l’unico a mostrare un volto pragmatico in Italia è Dino Zoff. Con la schiettezza di chi il Mondiale




