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Madre e figlia avvelenate con la ricina, sequestrato il cellulare alla figlia maggiore Alice

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Nuovi sviluppi sul piano tecnico nell’inchiesta sul caso di Pietracatella, dove a fine dicembre sono morte Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni per un presunto avvelenamento mediante ricina. La notizia è emersa nel corso della puntata del 22 aprile della trasmissione di Rai3 ‘Chi l’ha visto?’: il telefono di Alice Di Vita, 19 anni, figlia maggiore, è stato acquisito nell’ambito degli accertamenti disposti dalla Procura di Larino. Si tratta di verifiche tecniche irripetibili legate al filone dell’inchiesta per omicidio colposo che vede indagati cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. Accertamenti che riguardano dispositivi elettronici e che potrebbero fornire elementi utili anche per l’altra indagine, quella per duplice omicidio volontario e premeditato, al momento a carico di ignoti. L’obiettivo è ricostruire comunicazioni, abitudini e movimenti nei giorni immediatamente precedenti ai malori, in particolare tra il 23 e il 24 dicembre, anche attraverso l’analisi di chat, appunti e dati di navigazione. Alice è parte offesa nel procedimento come il padre Gianni Di Vita.

23 aprile 2026

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