Un test “al chiuso”
La giornata di prova è scivolata via tra slalom, qualche giro sul tracciato di handling e diversi passaggi sulle pavimentazioni, per testare la risposta delle sospensioni e il confort dell’auto sui fondi più irregolari, di varia tipologia. Rimandando un giudizio definitivo a un test più approfondito, restano comunque alcune sensazioni.
In primis, la Ora 5 punta soprattutto sul confort di marcia, evitando però quegli eccessi di morbidezza e quella vaghezza nelle risposte dello sterzo che talvolta si riscontrano in alcune auto cinesi. È dovuto anche al fatto che in Cina si guida in maniera completamente diversa rispetto all’Europa, non solo per la conformazione del territorio (e quindi delle città e delle strade), ma anche per attitudine.
Piace la frenata, anche sull’elettrica, che denota una buona omogeneità e risposte lineari del pedale. Passando su dossi, pavé e fondi butterati di vario genere, la Ora 5 è parsa in grado di filtrare con efficacia le irregolarità grazie allo schema di sospensioni che prevede un multilink posteriore abbinato al classico MacPherson anteriore. Impressioni positive arrivano anche dall’acustica: l’insonorizzazione è coerente con un abitacolo “caldo”, dove design, cura delle finiture (soprattutto attorno ai posti anteriori: dietro prende il sopravvento la




