di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Musk avverte gli investitori: aumento «molto significativo» della spesa per taxi a guida autonoma, camion, robot umanoidi e fabbriche di chip, mentre il mercato valuta i rischi di una strategia sempre più distante dal core automotive
Elon Musk ha scelto di spingere Tesla ben oltre il perimetro dell’auto elettrica e lo ha fatto con un annuncio che pesa più dei numeri trimestrali: fino a 25 miliardi di dollari di investimenti nel 2026. Una cifra che, da sola, racconta la direzione che non è un’accelerazione, ma un cambio di corsia, deciso e potenzialmente irreversibile.
Il mercato, per ora, resta sospeso tra fascinazione e prudenza. Perché se è vero che i conti tornano a crescere, è altrettanto evidente che la nuova Tesla si gioca su terreni ancora largamente inesplorati.
Il prezzo della visione
I risultati del primo trimestre mostrano una ripresa: ricavi in aumento, utili in crescita. Ma è un miglioramento che arriva mentre il cuore storico dell’azienda — la vendita di veicoli — perde centralità strategica. Musk non lo nasconde più. La partita vera si gioca altrove: robotaxi, camion elettrici, robot umanoidi e, soprattutto, infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Fabbriche di chip, data center,




