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Iran, negoziati di nuovo nel caos. La Marina italiana: «4 unità per la missione nello Stretto»

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di Greta Privitera

Gli Usa: sei mesi per sminarlo. La sfida dei duri del regime

A guardare come sono andate le cose, potrebbe sembrare che il primo a «cedere» sia stato Donald Trump, con la sua decisione di prolungare il cessate il fuoco. Gli americani hanno passato tutta la giornata di martedì in un’attesa nervosa, con gli occhi fissi su Mohammed Ghalibaf e sul suo entourage, pronti a cogliere il minimo segnale che permettesse al team negoziale guidato da JD Vance di salire sul volo per Islamabad. 

Ma gli ayatollah si sono rivelati una muraglia. E per ore hanno martellato lo stesso messaggio: o gli Stati Uniti smussano le richieste considerate massimaliste sul tavolo delle trattative, o a Teheran resta tutto fermo. Così è stata paralisi. Trump alla fine ha dovuto annunciare il prolungamento del cessate il fuoco, in attesa, dice, di una controproposta iraniana. Non vuole riprendere a bombardare, e, soprattutto, non vede l’ora di liberarsi di quel dossier Iran che gli sta erodendo credibilità e consenso. Se ne vuole sbarazzare così tanto che, riporta il Washington Post, starebbe autorizzando i suoi negoziatori a valutare un accordo che preveda compromessi simili a quelli del Jcpoa Act

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