
Momento chiave il passaggio da un AI in prompt e un AI live, ma il telefonino resterà ancora al lungo il centro delle connessioni. Buffa (EssilorLuxottica): «Serve uno switch, ma la posizione dell’occhiale sempre sul viso è totalmente di vantaggio»
Lo smartphone è il centro gravità della nostra vita digitale. Non solo uno strumento, ma l’interfaccia primaria tra l’essere umano e la tecnologia, il luogo dove guardiamo il mondo e, allo stesso tempo, dove guardiamo dentro di noi. Oggi, però, per la prima volta, questa centralità potrebbe non essere più intoccabile. La sfida non è esplicita, non è aggressiva. Arriva da un (ex) accessorio amico. Ma, sia chiaro, non sarà (se sarà) una sostituzione immediata. Sarà più sottile. E proprio per questo, forse, ha più chance di riuscita.
L’ «offensiva» è stata pianificata nella convention di EssilorLuxottica a Montecarlo. La due giorni di «Switch» con cui il colosso italo-francese ha tratteggiato il futuro dell’occhiale digitale (come Ray-Ban e Oakley Meta per intenderci), tra intelligenza artificiale, sport, cura della persona, salute e benessere, l’occasione per una «chiamata all’ingaggio» con operatori del settore da tutto il mondo. Federico Buffa, Chief R&D, Product & Marketing Officer della multinazionale, spiega come la stagione




