
di Federico Nicoletti
Venezia, la ditta di Scorzè attiva nelle pressofusioni di leghe leggere per l’automotive. Nuovo vertice in Regione: si teme un effetto-domino su tre aziende e oltre 300 addetti
Crisi Costampress, si tenta la via dell’affitto per evitare la liquidazione giudiziale. È la via prospettata il 21 aprile nel vertice all’Unità di crisi della Regione sull’azienda di Scorzé, nel Veneziano, attiva nelle pressofusioni di leghe leggere per l’automotive, con 130 addetti. Via stretta, per sfuggire al piano inclinato su cui l’ha instradata il fondo tedesco Accursia capital, che l’aveva acquisita a giugno 2025, dopo non aver mantenuto l’impegno, dichiarato all’Unità di crisi il 10 aprile, di versare i 150 mila euro per la manutenzione impianti, mettendo a rischio l’operatività dell’azienda e la tenuta del concordato preventivo, chiesto per Costampress.
Una crisi che rischia di innescare un effetto-domino su 340 addetti, per regione e sindacati, di fronte alla acquisizioni in serie compiute da Accursia a Nordest nell ultimo anno tra le aziende di un settore in difficoltà, con mosse che non hanno badato tanto per il sottile. Il precedente che mette in allarme è Likum, l’azienda trevigiana degli stampi per i prodotti automotive, acquisita da Accursia



