Se lo stato dei negoziati Usa-Iran è a dir poco confuso, una nebbia fitta circonda anche il sentimento dell’opinione pubblica iraniana. Che cosa pensano di questa guerra, e della precaria tregua in vigore ormai da diversi giorni?
Oltre all’immenso pericolo che corrono gli oppositori del regime se osano esprimersi (ricordiamo i massacri dell’8-9 gennaio), il lunghissimo blackout di Internet ha reso più ardua del solito ogni comunicazione clandestina, in particolar modo i contatti con il resto del mondo. Perciò sono preziose quelle testimonianze che giungono fino a noi.
Ne ho selezionate due, che vi propongo in ordine cronologico. La prima risale all’annuncio della tregua nei combattimenti. La seconda, più recente, è stata raccolta dopo che la cessazione dell’attacco americano e israeliano durava già da diversi giorni. Vi indico le fonti e anticipo questo dato comune, in parte sorprendente (ma forse non troppo): la delusione perché la guerra è finita prima di aver rovesciato il regime.
«Il mio amico in Iran non è felice del cessate il fuoco»: così la giornalista Amy Kellogg descrive la confidenza ottenuta dalla sua fonte, su The Free Press:
«Stavo cercando di mettermi in contatto con il mio amico Reza da quando era scoppiata la




