di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Il dato sopra il 3% rinvia l’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo. Oggi il governo vara il Dfp tra crescita debole e nuove pressioni sulla spesa
In attesa del Consiglio dei ministri convocato per oggi 22 aprile alle 12 a Palazzo Chigi è arrivato il dato definitivo sul deficit italiano relativo al 2025, diffuso da Eurostat: 3,1% del Pil per il 2025, dal 3,4% del 2024.
Cosa cambia per il Dfp
Il numero era particolarmente atteso perché rappresenta la base su cui il governo costruisce il nuovo Documento di finanza pubblica (Dfp), il testo che fotografa l’andamento dei conti pubblici e le prospettive dell’economia italiana, che dovrebbero essere riviste al ribasso in via prudenziale (vista l’estrema incertezza del contesto internazionale, con la guerra in Medio Oriente che ha fatto nuovamente schizzare in alto i prezzi dell’energia). Il Dfp sarà poi spedito a Bruxelles entro fine mese.
Già ad inizio aprile, l’Istat aveva certificato che l’anno scorso l’incidenza dell’indebitamento netto sul Prodotto interno lordo si era attestata al 3,07%, arrotondata al 3,1%, dunque al di sopra della soglia necessaria per chiudere in anticipo di un anno la procedura per deficit eccessivo aperta dalla Ue nel




