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Biennale di Venezia, «l’affare russo» sul tavolo dei ministri dell’Ue. Kallas: «La presenza di Mosca moralmente sbagliata»

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di Sara D’Ascenzo e Vera Mantengoli

Interviene l’alta rappresentante per la politica estera dell’Unione. Smentite le voci sul ritiro della Federazione Russa dall’esposizione d’arte, Salvini difende la Fondazione: «Sarò a Venezia»

Una decisione «moralmente sbagliata». A due settimane esatte dall’apertura della 61esima Biennale d’Arte di Venezia agli addetti ai lavori (al pubblico aprirà il 9 maggio) la presenza della Russia col proprio Padiglione alla prossima kermesse della fondazione veneziana è sempre più una questione politica internazionale e sempre meno una questione «artistica», ammesso che lo sia mai stata. Martedì, parlando con i giornalisti al termine del Consiglio Affari esteri europeo in Lussemburgo, l’alta rappresentante della politica estera europea Kaja Kallas ha bollato con parole pesanti la partecipazione: «Il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia è moralmente sbagliato, e inoltre l’Ue intende tagliarne i finanziamenti. Mentre la Russia bombarda i musei, distrugge le chiese e cerca di cancellare la cultura ucraina, non dovrebbe esserle permesso di esporre la propria. Dobbiamo anche continuare a respingere i tentativi di destabilizzazione di Mosca. Così oggi i ministri hanno approvato ulteriori sanzioni contro coloro che sono dietro le campagne di disinformazione all’interno dell’Unione europea», continua l’Alta rappresentante Ue, spiegando che sono

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