
Il turco autore della doppietta col Como: “Per fortuna abbiamo cambiato la partita dopo tanta difficoltà”
Vallo a spiegare a quegli altri che osservano dal Bosforo, seduti sulle loro certezze, convinti che prima o poi l’eroe nazionale tornerà in patria. Hakan Calhanoglu, orgoglio di Turchia, ha messo in stand by il suo ritorno a casa per notti così, prima sognate e poi vissute. Nonostante la normale tentazione passata, pare essersi deciso a continuare qua proprio per il puro amore nerazzurro che la gente di San Siro continua a riversargli: in mezzo a delusioni e purissime gioie, non è mai cambiato da quando ha lasciato il Diavolo per sposare l’Inter, ormai cinque anni fa. Dopo Lautaro, almeno a sentire i decibel, resta sempre Calha il più amato da questo popolo e ieri Hakan ha fatto un passo più in là nel sentimento, ha conquistato un altro pezzo di cuore nerazzurro: la sua doppietta resterà nella storia della stagione, anche perché la decima Coppa Italia in 108 anni di storia è bramata quanto lo scudetto numero 21. L’uno-due, testa e piede, con cui ha ripreso Cesc sarà stata meno immaginifica del gol di Acerbi al Barcellona, in un’altra semifinale assai più nobile




