Pensando alla Sardegna vengono alla mente le spiagge più belle del mondo e i nuraghi, quelle torri di pietra possenti, disseminate su tutta l’isola. Eppure, molto prima che quelle architetture creassero quel paesaggio iconico che tutti conosciamo, sull’isola c’erano già le domus de janas, strutture funerarie ipogeiche della preistoria sarda, che arrivano migliaia di anni prima. Non si stagliano sull’orizzonte, né si vedono da lontano. Al contrario, chiedono di chinarsi, di entrare, di guardare dentro la roccia. È una diversa concezione dello spazio e del tempo. Contemporanee ai nuraghi ci sono le tombe dei giganti, monumenti funerari collettivi risalenti principalmente all’Età del Bronzo (circa 1800-1600 a.C), laddove i primi sono i monumenti dei vivi, le seconde sono le tombe collettive della civiltà nuragica.
Le domus de janas sono strutture funerarie ipogeiche della preistoria sarda
Le domus de janas sono strutture funerarie ipogeiche della preistoria sarda Un patrimonio millenario: dal Neolitico al riconoscimento Unesco
Domus de janas e tombe dei giganti costituiscono un patrimonio archeologico di fondamentale importanza per comprendere l’evoluzione culturale dell’Europa occidentale



