
di Monica Guerzoni
Previsto un incentivo di 615 euro per gli avvocati i cui assistiti scelgono di essere rimpatriati. Costa (FI) ha già proposto una modifica, le opposizioni protestano: il testo è incostituzionale
Quando dal Quirinale non arrivano parole, né sospiri, non vuol dire che l’attenzione del presidente non sia alta. Anzi, il silenzio di Sergio Mattarella può al contrario significare che l’attenzione su un provvedimento è altissima.
È il caso del decreto Sicurezza e in particolare di quella norma sui rimpatri volontari dei migranti che da giorni infiamma lo scontro politico.
Gli avvocati protestano, il ministero della Giustizia è contrario e anche l’Economia guidata da Giancarlo Giorgetti non ha accolto con favore l’emendamento, dal momento che comporterebbe una spesa. Nelle stanze della presidenza della Repubblica è allarme, e lo stesso si può dire per Palazzo Chigi, prova ne sia il fatto che a metà pomeriggio il sottosegretario Alfredo Mantovano è salito al Colle per un confronto sul merito del decreto e della norma contestata.
L’idea di prevedere un incentivo di 615 euro per gli avvocati i cui assistiti scelgono di tornare volontariamente nel proprio Paese ha sollevato un’ondata polemica. E la convinzione, non solo a




