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Una foto di noi stessi giovani può risvegliare ricordi perduti, meglio ancora se la possiamo «vivere» con l’AI

di Cesare Peccarisi

Un esperimento condotto con fotografie vere o create con Intelligenza Artificiale ha prodotto un effetto «Proustiano» sui partecipanti

Sul vostro whatsapp mettete una foto di quando eravate giovani così i luoghi che avete conosciuto nella vostra vita d’allora saranno sempre con voi.

Lo studio 

Secondo uno studio anglo-americano su 50 adulti sani, appena pubblicato su Nature Scientific Report dai ricercatori delle Università di Cambridge e del Nord Dakota diretti da Utkarsh Gupta, rivedere un’immagine del nostro aspetto giovanile, reale o ricreata dall’intelligenza artificiale, riattiva infatti i ricordi autobiografici del passato. 
Ciò è stato verificato sottoponendo i partecipanti a una batteria di domande sul loro passato dopo che metà di loro aveva osservato le proprie immagini giovanili, reali o rielaborate dall’AI, sullo schermo di un computer.

Marcel Proust

Lo studio conferma ciò nel ‘900 sintetizzava magistralmente Marcel Proust ne La Strada di Swann, il primo volume della sua «Ricerca del Tempo Perduto» quando scriveva: «I luoghi che abbiamo conosciuto non appartengono solo al mondo dello spazio nel quale li situiamo per maggior facilità, ma sono uno spicchio sottile fra le impressioni contigue che costituivano la nostra vita d’allora e il ricordo d’una certa immagine non è

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