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Bimbi sottratti alle famiglie: per il tribunale di Bologna esiste il «metodo Cismai»

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Il Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia aveva querelato una psicologa che ne aveva criticato «le pericolosissime procedure d’ascolto dei minori». Ma è stata assolta. Con formula piena.

Nel giugno 2019, allo scoppio del caso dei presunti affidamenti illeciti dei bambini di Bibbiano, aveva denunciato con fermezza l’esistenza di «un sistema consolidato e pericolosissimo», e aveva sottolineato che c’era un «metodo per far sì che i minori fossero lasciati tutta la vita a famiglie affidatarie». Aveva dichiarato che esisteva anche un evidente «collegamento» tra quello scandalo, emerso grazie alle indagini della Procura di Reggio Emilia, e la sconvolgente vicenda giudiziaria dei cosiddetti «Diavoli della Bassa Modenese» che alla fine degli anni Novanta aveva condotto alla brutale separazione di 16 bimbi dalle loro famiglie, tra disastri sentimentali ed esistenziali, lutti e perfino un suicidio: «Qui a Modena siamo stati il terreno di prova», aveva detto, «e quando hanno visto che gli era andata bene, perché nessun bambino è mai tornato alla casa d’origine, hanno continuato».

Era stata dura Chiara Brillanti, psicologa forense bolognese ed ex consulente della difesa proprio nei processi contro i presunti «Diavoli» modenesi. In un’intervista con il Resto del Carlino, in particolare, la

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