
di Silvia M.C. Senette
Il presidente Martin Haller all’assemblea annuale di Confartigianato Imprese Alto Adige: «Servono terreni per le cooperative e affitti a canone moderato. Case? Troppo care, così i talenti se ne vanno»
L’artigianato altoatesino non aspetta il futuro: lo corteggia, lo sfida e, soprattutto, prova a parlarne la lingua attraverso i canali giusti. Ieri mattina, 18 aprile, alla Casa dell’Artigianato di Bolzano, l’assemblea annuale di «lvh.apa» (Confartigianato Imprese Alto Adige) ha messo da parte i toni istituzionali per concentrarsi su una missione esistenziale: attrarre i Millennials e la Generazione Z. In un territorio in cui il costo dell’abitare morde e la concorrenza internazionale è serrata, le 13.500 imprese del settore, di cui 8.000 associate, cercano la chiave per non restare senza eredi.
«I giovani sono il punto cruciale. Non cercano più solo un lavoro per guadagnare, ma per dare un senso alla vita», ha esordito il presidente Martin Haller nella sua analisi post – assemblea.
Lavoro e casa
Il tema 2026, «Millennials, una generazione che ripensa il lavoro», non è un semplice esercizio sociologico. I dati emersi, d’altronde, sono netti: «Un giovane, oggi, cambia mediamente dodici lavori nell’arco della vita. Non è più come anni fa, quando




