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Allarme all’Fbi: «Il capo Kash Patel beve troppo, spesso svanisce nel nulla, è paranoico. Un rischio per la sicurezza nazionale»

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di Redazione Online

L’inchiesta dell’Atlantic su Kash Patel, che replica: «Tutte falsità, ci vediamo in tribunale. Portate il libretto degli assegni»

Un «paranoico» ossessionato dalla «paura di essere licenziato». Un uomo che beve troppo, tanto che in più occasioni la sua scorta ha avuto difficoltà a svegliarlo. Uno dei personaggi-chiave dell’amministrazione statunitense che almeno una volta è risultato irraggiungibile dietro porte chiuse a chiave, tanto che è stata fatta anche richiesta di attrezzature da sfondamento. In altre parole, un rischio per la sicurezza nazionale: proprio quella che dovrebbe concorrere a proteggere.

Il ritratto che emerge di Kash Patel, capo dell’Fbi, dall’inchiesta che a lui viene dedicata nell’ultimo numero dell’Atlantic, tra i più prestigiosi periodici statunitensi, è catastrofico. E a testimoniarlo è anche la reazione, furente, dello stesso Patel: «Tutte falsità. Ci vediamo in tribunale. Portate il libretto
degli assegni», ha detto. 

Fa muro anche la Casa Bianca: lavorando insieme a Donald Trump – spiega la portavoce Karoline Leavitt – Patel ha fatto «crollare la criminalità ai livelli più bassi degli ultimi 100 anni. È una figura chiave nell’amministrazione». 

All’interno dell’amministrazione però i timori su Patel e la sua abitudine di alzare il gomito non sono nuovi.

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