
di Thomas Bendinelli
Il dato si intreccia con un’altra evidenza: tra 2001 e 2023 gli addetti del manifatturiero bresciano sono passati da circa 176 mila a poco più di 155 mila (-11,9%)
Non è un tracollo, ma nemmeno una semplice fase ciclica: la manifattura bresciana sta perdendo capacità produttiva da anni, anche se meno del resto del Paese. È il dato, netto, che emerge dal nuovo Indice della capacità produttiva presentato giovedì nel corso del convegno «Manifattura sotto pressione: Brescia e l’Europa a un bivio» promosso da Confindustria Brescia e dall’Università Cattolica. Ponendo l’anno Duemila pari a 100, la capacità produttiva della manifattura italiana è scesa di circa 20 punti, mentre quella bresciana si è fermata a -14, un andamento riconducibile alla contrazione degli investimenti e a una politica industriale nazionale spesso debole e poco coerente. Il dato si intreccia con un’altra evidenza: tra 2001 e 2023 gli addetti del manifatturiero bresciano sono passati da circa 176 mila a poco più di 155 mila (-11,9%).
L’indice presentato giovedì permette di leggere con maggiore precisione anche le fratture degli ultimi anni. Il colpo più duro resta la crisi finanziaria del 2008, che ha innescato un crollo degli




